STILLE
Ornaghi e Prestinari

tratto da arte

Sabato 18 novembre, nell’ambito del progetto Out of the box. Arte - impresa – territorio inaugura a Villa Pacchiani a Santa Croce sull’Arno “Stille”, una mostra di Ornaghi & Prestinari a cura di Ilaria Mariotti. L’esposizione nasce da un percorso di relazione tra gli artisti e il Consorzio Depuratore di Santa Croce sull’Arno, nell’ambito di un progetto più ampio, iniziato nel 2013, fortemente sostenuto dal Comune di Santa Croce sull’Arno e da GALLERIA CONTINUA e Associazione Arte Continua da sempre interessate alla relazione tra arte e territorio e fautrici della necessità di coinvolgere gli artisti in un percorso di riconsiderazione di questioni sociali. Per la quarta volta il progetto è stato premiato dal Bando regionale Toscanaincontemporanea.

Per questa edizione del progetto Ornaghi & Prestinari sono stati invitati a porsi in dialogo con il Consorzio Depuratore quale elemento chiave e metafora per leggere caratteristiche e dinamiche dell’intero territorio.

In quest'area si manifesta da sempre un modello produttivo particolarissimo fatto di piccole e piccolissime imprese del settore concia calzatura, che lavorano gomito a gomito e crescono tutte insieme beneficiando della vicinanza le une con le altre”, asserisce Giulia Deidda, Sindaco di Santa Croce sull’Arno. “Si tratta dell’unico distretto italiano moda ad avere come specializzazione l’intera filiera produttiva, dalla concia della pelle al prodotto finito passando per qualificate lavorazioni contoterzi cui si sono affiancate, negli anni, altre imprese direttamente o indirettamente collegate: prodotti chimici, macchine per conceria, servizi, manifatture varie”. E continua, “circa il 4% del fatturato annuo del settore, infatti, viene oggi investito per ridurre l'impatto ambientale e grazie agli investimenti fatti negli ultimi decenni da pubblico e privato oggi possiamo dire chequasi il 100% delle acque reflue delle lavorazioni viene integralmente depurato e tutti gli scarti delle lavorazioni (fanghi, cromo, etc,) vengono riciclati e riutilizzati. Il prodotto di questi investimenti è proprio il sistema circolare distrettuale nucleo, insieme agli artisti, di questo nuovo progetto, costituito dal Consorzio Depuratore, Aquarno, Consorzio Recupero Cromo, Ecoespanso, attualmente riunificati in un’unica gestione e continuamente rinvigorito nei processi dalle ricerche e nel capitale umano dalla alta formazione garantite da Po.Te.Co.”; e conclude: “con orgoglio abbiamo raccontato ai nostri due giovani artisti la lunga tradizione ed i tanti investimenti che ci hanno portato oggi ad avere un sistema circolare completo di questo tipo. Valorizzare attraverso l’arte l’identità e la natura del Distretto è ciò che ci determina a sostenere convintamente il progetto”.

Per noi l’occasione di incontro tra territorio e artisti internazionali è un momento importante nella programmazione culturale annuale. L’intero percorso costituisce un’occasione per approfondire alcuni aspetti legati all’identità del territorio e vederle restituite in forma di metafora e attraversate dalla visionarietà degli artisti ed è un importante momento di riflessione che ci insegna che nulla si deve dare per scontato. L’incontro tra eccellenze, produttive e artistiche è per noi un aspetto fondamentale e di assoluto interesse.” Aggiunge l’assessore alle Politiche ed Istituzioni Culturali Mariangela Bucci.

Tra i più interessanti rappresentanti della giovane generazione di artisti italiani, Valentina Ornaghi e Claudio Prestinari iniziano a lavorare insieme nel 2009. “La scelta di lavorare in coppia nasce dalla volontà di sviluppare ogni progetto attraverso il continuo dialogo e la condivisione, dichiarano gli artisti, ci sforziamo di pensare alle cose come unite per non privarle della loro complessità: far coesistere piuttosto che separare. Proviamo a generare convivenze ed equilibri, coniugare mondi apparentemente distanti, preservare la polisemia”.

La mostra presenta un gruppo di opere inedite realizzate appositamente per il progetto e in relazione al percorso di incontro e scambio con il Consorzio Depuratore. Il tema dell’acqua, della sua depurazione e re-immissione in un circolo vitale, la sostenibilità delle azioni nel mondo contemporaneo, l’idea di trasformazione, la vita degli oggetti e dei materiali, l’identità dei nostri territori e la riflessione sui processi di trasformazione in atto e ultimo ma non meno importante, l’incontro con tecnologie avanzate di depurazione sono le tematiche sulle quali Ornaghi & Prestinari riflettono in questo progetto espositivo. La trasformazione è un tema presente nel lavoro degli artisti. La loro ricerca si interroga anche sui processi di produzione industriale e artigianale che accompagnano l’evoluzione dell’uomo. Nei lavori di Ornaghi & Prestinari è molto spesso presente il concetto di cura e riparazione che rimette in circolo qualità funzionali ed estetiche dell’oggetto in una forma di bilanciamento che restituisce o aumenta il grado di qualità estetica in funzione della perdita apparente di efficienza. Tecniche e tecnologie sono utilizzate dagli artisti quali risultati di un percorso di conoscenza e consapevolezza dell’essere umano, delle sua capacità mentali e intellettuali.

All’interno del depuratore l’acqua viene sottoposta ad una serie di trattamenti per restituirla, purificata, al fiume. “Stille” riflette su concetti associati all’idea di economia circolare in relazione all’ecologia, sul processo circolare come l’utopia della macchina a moto perpetuo. Dall’acqua e dalla sua bonifica, attraverso processi di separazione e filtraggio, vengono estratti materiali che, conseguentemente inertizzati, assumono la conformazione di polveri e grani scuri. Il trattamento delle acque reflue si configura, per gli artisti, come un costante movimento di raffinazione all’interno di condotti e acquai circolari. Un sistema che tiene conto sia del benessere economico del territorio che di quello fisico dei cittadini e dell’ambiente.
Le opere realizzate per la mostra a Villa Pacchiani sono da intendere come un insieme di suggestioni legate a movimento, circolarità, aspetti estetici e caratteristiche fisiche, materiali incontrati durante il percorso”, chiosa Ilaria Mariotti. Sculture che si configurano come vasi e bacini: è il caso di Paolina, dove la celebre opera di Antonio Canova (Paolina Bonaparte come Venere vincitrice), viene rielaborata e realizzata in ceramica per diventare una vasca per piante acquatiche. Materiali fragili e domestici, come la ceramica vengono messi a colloquio con il metallo (ferro, acciaio), propri di una produzione industriale ma egualmente figli di processi di lavorazione dove il fuoco, la terra sono indispensabili. A questi materiali si associano i “prodotti” del ciclo di lavorazione del Depuratore e degli altri impianti industriali ad esso collegati e che chiudono il ciclo di bonifica e inertizzazione dei fanghi e dei materiali di risulta che vengono poi reintrodotti nel sistema come materiali per l’edilizia o si rinnovano nel circuito del trattamento del pellame: l’acqua bonificata utilizzata per la realizzazione degli acquerelli che riproducono schemi di comportamento dell’acqua quando incontra un ostacolo e flussi. Oppure gli inerti che, scarti di un processo di lavorazione, acquisiscono nuova vita e si riconfigurano esteticamente nelle sculture che incrociano motivi geometrici a motivi floreali. Il movimento circolare e continuo, l’operosità delle macchine e degli uomini sembra risuonare anche in quel “mocio” fatto di ritagli di pelle appoggiato alla parete, accanto al secchio, così come, utopicamente, un’altra scultura fatta di tubi presente in mostra, garantisce il ricircolo continuo del getto d’acqua. “Ciascuna delle opere presenti in mostra, conclude la curatrice, è trattata quale elemento puntuale di un processo, con un suo valore e funzione. Tutte le opere innescano flussi e relazioni le une con le altre, rendono dinamico lo spazio attraverso il movimento e l’attenzione che richiedono e attraverso caratteristiche formali che rimandano ad un fluire continuo di stanza in stanza”.

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Alluvione d'Arno, José Yaque

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Holding Patterns, Nari Ward