The Shape of the Clouds – Teoria metereologica sull’arte
In un’isola croata della Dalmazia ho assistito a tramonti che sono epifania della natura. Nel cielo di un azzurro innocente, ogni sera si combatte una battaglia: cumuli e cirri imbrigliano il sole tra spruzzi di rosso, striature viola e svenevoli rosa. Così ho pensato a La forma delle nuvole di Goethe, premonizione e definizione dell’arte.
Le nuvole si presentano con forme addensate, mutevoli e sfilacciate. Si vaporizzano velocemente. Le nuvole si dispongono con calma (lenta) sopraffazione. Cumuliformi e lascive, si distendono nell’aria con densità e trasparenze astratte e, alcune volte, figurative, come i profili antropomorfici che Leonardo ritrovava nelle muffe del suo studio di artista e scienziato.
Il tramonto a Silba, il nome dell’isola, si carica di suoni ed esclamazioni di bambini sul molo: “drughi, drughi!”, in croato due o anche l’altro. Ho pensato che le nuvole si tramutano sempre in qualcos’altro: pioggia, neve, grandine, in continua metamorfosi.
Anche l’arte rimanda ad altro, all’altro, nelle sue forme mutevoli e molteplici, astratte e figurative. Drughi diventa l’esclamazione che nasce dalla nostalgia dello sguardo sedotto dalla natura e anche dalla contemplazione delle forme dell’arte.
FORM: appearance, effigy, face, image, build, allegory, shading, emblem, portrait, semblance, profile, simulacrum, perspective, contour, line, outline; shade, embody, configure, depict, outline, counterfeit, stand out, be prominent, disfigure, transfigure, represent.
La forma è dunque il punto focale dell’arte, detiene la centralità del linguaggio, in quanto portatrice dell’intenzione e del desiderio di potenza dell’immaginario.
Tale desiderio si traveste mediante abbigliamenti vari, indossa i panni della circostanza legata alla necessità espressiva. Dunque, le forme dell’arte sono svariate e cangianti, adottano molti materiali e tecniche diverse per presentarsi sotto lo sguardo dello spettatore. In ogni caso, sono portatrici di seduzione e abbaglio.
Achille Bonito Oliva, from the catalogue Art to Art IX
The Shape of the Clouds
(and the shape of space and time)
Mettere in piazza l’arte perché la gente possa apprezzarla non è un’idea nuova, soprattutto in Toscana, dove durante il Medioevo e il Rinascimento i principati e la Chiesa consideravano il popolo come spettatore di molte delle pitture e sculture che commissionavano. Ed è per questo che la missione di Arte all’Arte, che è quella di favorire i rapporti tra l’arte contemporanea, l’architettura antica e il paesaggio naturale toscano, è utile nel mantenere un senso di continuità storica dell’arte.
L’opportunità di curare questo progetto mi ha interessato fortemente, dal momento che gran parte del mio lavoro come curatore di museo è stata quella di stabilire connessioni fra l’arte del passato e del presente, mettendo in relazione antichi manufatti con il lavoro di artisti contemporanei. Gli artisti che vi prendono parte hanno a disposizione un’ampia gamma di siti storici in cui installare i loro lavori: chiese, luoghi cittadini come piazze e porte, pozzi e fontane, luoghi istituzionali come musei e spazi di svago come parchi e giardini, oltre a siti urbani quotidiani. Molti di questi luoghi portano testimonianze storico-artistiche e rappresentano quindi una vera sfida per questi artisti, i cui lavori rischiano di essere oscurati dalla bellezza dell’ambiente circostante.
Il concetto di Arte all’Arte ha evidenti legami con altri progetti che prevedono l’installazione di opere di artisti internazionali in spazi pubblici. Nel suo articolo per il catalogo di Art in Art III, Walter Grasskamp ha fornito una lucida e utile panoramica sullo sviluppo di questa tendenza, da Spoleto nel 1962 a Münster. I siti in cui vengono installate le sculture sono passati da parchi e giardini a luoghi più “credibili”, come strade e piazze all’interno delle città. Il concetto di specificità del sito è ormai acquisito come paradigma per l’arte negli spazi pubblici, dove sculture e installazioni vogliono offrire una vera integrazione e stabilire un rapporto con ciò che le circonda.
Art to Art opera su un modello alquanto diverso da tutti gli altri progetti di arte pubblica ed è unica sia nella sua struttura organizzativa che nei suoi scopi e obiettivi. Questa manifestazione è messa in scena in luoghi sia cittadini che di campagna, con l’accento su arte, architettura e paesaggio. È stata ideata e organizzata dall’Associazione Arte Continua, che offre agli artisti e ai curatori un calore e un’ospitalità straordinari, invitandoli a diventare parte della sua famiglia allargata per tutta la durata del progetto e anche oltre, dove l’ottimo cibo e i grandi vini locali diventano parte essenziale dell’esperienza.
James Putnam, from the Arte all’Arte IX catalogue
From the catalogue Art to Art X, 2005
Arte all’Arte IX: La Forma delle Nuvole. When Ma.Ma.Lo. (Mario, Maurizio, Lorenzo) or, to put them in alphabetical order, Lo.Ma.Ma., invited me to participate in Art to Art IX, ho subito pensato al titolo (sempre metà del lavoro o della mostra), che prende spunto da un’opera di Goethe: The Shape of the Clouds. Avevo appena fatto un bel viaggio nell’isola di Silba in Croazia, dove i tramonti sono spettacolari, carichi di colore e attraversati da nuvole che somigliano a sculture, ma la cui forma può cambiare in qualsiasi momento. James Putnam e io abbiamo scelto artisti che differiscono notevolmente nel lavoro che fanno, ma che condividono una sensibilità complessa per i nostri tempi.
Ogni artista ha cercato, all’orizzonte del proprio paesaggio, una forma diversa che inseguiva le altre da lontano, come nuvole in un cielo accogliente, proprio come l’ambiente naturale della campagna senese è accogliente. Due cieli corrispondenti e sincronici, uno a livello del suolo con le installazioni degli artisti e l’altro in aria con la mobilità delle nuvole. L’atmosfera di Art to Art IX era aperta e non dogmatica, il che era appropriato per il nomadismo dei visitatori, che erano ricettivi e pronti a contemplare l’arte in modo attivo. Putnam ed io eravamo come due meteorologi che prevedevano il tempo e la temperatura delle opere di nuvole situate in vari luoghi, all’interno e all’esterno – museo o chiesa, strada cittadina o sentiero di campagna, pozzo medievale o luogo di culto sconsacrato.
Il lavoro di Per Barclay a Montalcino è stato particolarmente commovente; ha riempito lo spazio con una serie di tubi all’interno dei quali scorreva il corpo vivente del vino rosso, che richiamava anche il sangue di Cristo, che sembrava fluire attraverso lo spazio della chiesa sconsacrata. Una potente spiritualità ha segnato il finale della mostra, con l’installazione di Luisa Rabbia nel pozzo sottostante San Gimignano. Il silenzio di un’opera ceramica con l’aspetto di un vagabondo sospeso su un filo sopra l’acqua del pozzo. Un’immagine racchiusa nel telaio architettonico del pozzo, che diventa un luogo di riposo liquido e una superficie riflettente di una condizione supina e rassegnata, la comunicazione di un’arte aperta al sociale ma non reattiva alla pietà passiva perché è consapevolezza e nuova coscienza.
Nella città e nella campagna, Gormley ha disseminato robot di metallo che chiedevano di essere adottati dalla popolazione, non seriamente ma gioiosamente, con la scommessa di una lotteria che abbiamo organizzato alla Festa dell’Unità per poter assegnare la paternità in modo casuale e senza responsabilità. Proprio come le nuvole sono chiaramente e pubblicamente visibili nel cielo, anche gli artisti di Art to Art IX si sono rivolti alla gente del luogo: le lacrime stereofoniche di Moataz nella chiesa e il ritratto che sembrava dissolversi nell’acqua della sorgente a Siena. Orta ha interagito con le opere di un museo, coinvolgendo la memoria collettiva e la storia. Un processo che è iniziato solennemente sulla porta della città con l’esposizione di giacche standard che evocavano la società di massa e la possibilità di liberarsi dalla standardizzazione sociale e psicologica.
Le altre opere, che erano il risultato del multiculturalismo e di un intreccio tra Oriente e Occidente, hanno anch’esse lasciato il segno, come nuvole visibili a tutti ma senza la minaccia della pioggia. Nuvole in un cielo sereno, quasi a documentare la capacità dell’arte di rendere estetica un’area di bellezza naturale che è già intrinsecamente armoniosa, simmetrica e perfetta. In effetti, la mostra è stata accompagnata da un viaggio attraverso la cultura naturale della provincia di Siena, documentato ad ogni tappa dalle fotografie di Rocco Dubbini, che ha lasciato per le future generazioni le tracce umane di un arricchimento materiale legato all’arricchimento spirituale dell’arte. La forma delle nuvole riguarda anche noi curatori e organizzatori di Art to ArtI, James and Ma. Ma.Lo. We were cirrus clouds in this cloudy system, ready for the continuous transformation of an ongoing exchange. Cirrus clouds, as we can read in meteorology books, are fast and tend to join together, joyous in form and at the same time with a visually imposing material substance. The cirrus clouds connected the clouds, suspending them in the sky to give them exhibition visibility and to celebrate the coexistence of differences.
Achille Bonito Oliva
From the catalogue Art to Art X, 2005
I participated in the third, fifth, sixth, and ninth editions of Art to Art, e la mia prima visita fu nel 1998, che fu anche la mia prima volta a San Gimignano. Mi ricordo che entrai in città dalla medievale Porta San Giovanni e proseguii lungo la strada che sfocia nella Piazza della Cisterna. Soggiornai all’Hotel La Cisterna, con una bella vista del pozzo medievale da cui prende il nome. Per me la cisterna o pozzo è un simbolo evocativo dell’energia creativa, che fa riferimento a tutta l’idea di Art to Art. The well is an artistic reservoir and we, when we create art, draw from the well of our experience.
In molte tradizioni il pozzo è considerato un simbolo sia dell’anima che dell’utero della madre Terra. Dal pozzo si attinge acqua preziosa, che è assolutamente vitale per la vita e simboleggia l’abbondanza di tutte le possibilità, la fonte di ogni creazione. Il progetto di Arte Continua “Arte x Vino = Acqua” utilizza il potere dell’arte per generare acqua per la vita. Tradizionalmente, il pozzo è anche il luogo dove gli abitanti della città si incontrano, si scambiano le informazioni e fanno amicizia.
Over the last ten years, Art to Art è diventato un luogo dove una comunità internazionale di artisti e curatori si ritrova con la “famiglia” di Arte Continua per lavorare con una visione condivisa per generare nuove esaltanti possibilità. Guardiamo dentro il pozzo, con un atto mistico di contemplazione, come a un luogo dove i desideri e i sogni segreti possono diventare realtà. Mi ricordo che alla cisterna di San Gimignano desiderai di poter essere invitato, un giorno, a curare un’edizione di Art to Art. My wish came true when I worked with Achille Bonito Oliva on the ninth edition of Art to Art in 2004.
James Putnam