The IV edition of Arte all’Arte, curated by Angela Vettese and Florian Matzner, intertwined the power of contemporary art with the charm of Tuscany’s historical sites, creating a unique journey of dialogue between creativity and landscape. Daniel Buren left his mark in Poggibonsi, while Olafur Eliasson brought his luminous poetics to Casole d’Elsa. Joseph Kosuth explored language and the concept of meaning in San Gimignano, and Atelier Van Lieshout established a visionary relationship between past and future in Montalcino. Giulio Paolini offered new perspectives in Volterra, and Tobias Rehberger transformed the spaces of Colle di Val d’Elsa into an immersive artistic experience. This edition was a journey through culture, art, and territory, renewing the deep connection between contemporaneity and tradition.
Curated by Florian Matzner and Angela Vettese
“…There is an issue that we didn’t touch upon in our conversation last year, and it seems to me to concern public art in particular.
Who is the author?
Chi la fa, l’opera, l’artista o il contesto?…”
— from a letter by Angela Vettese to Florian Matzner
“Il percorso tra “Arte Architettura Paesaggio”, intrapreso nel 1994 con Luciano Pistoi, Maurizio Rigillo e Lorenzo Fiaschi per avviare la prima Art to Art, realizzata poi nel 1996, giunge quest’anno alla sua IV edizione in parallelo con l’apertura del tema “Arte Tecnica Tecnologia Scienza”, Rinascimento-Nascimento, con le mostre Serse-Van Eyck a Gent, e Leonardo da Vinci-Panamarenko a Vinci, che porta le questioni insite in questa idea a un ulteriore livello di approfondimento.
Alla base di molte iniziative realizzate in questi anni insieme c’è senz’altro il rapporto con la zona in cui ci troviamo a vivere, caratterizzata dal rapporto tra “campagne” ricche di città d’arte e “città nuove”, cuori di distretti industriali che lambiscono, quando non assediano, questi centri d’arte, patrimonio e culla culturale della modernizzazione occidentale. È anche questa contiguità, insieme alla passione per l’arte, che ci sprona a partire dal campo dell’arte visiva a cercare lo strumento per realizzare nuovi punti d’equilibrio in questo rapporto di polarità evidente ma non pensata.
Crediamo possibile, e già i primi passi sono stati compiuti in questa direzione, arrivare o avvicinarsi a una soluzione se gli artisti potessero tornare a fare il loro mestiere, magari rilanciando una cooperazione con l’artigianato artistico locale (che avrebbe in questo un’altra occasione di conoscenza e di stimoli), come sta accadendo a Colle di Val d’Elsa per quanto riguarda cristallo e marmo giallo, a Poggibonsi per le aziende di sistemi elettrici e d’illuminazione o a Volterra per l’alabastro. Intanto ci sembra giusto lavorare seriamente in ogni occasione, perché la meta è talmente lontana da essere solo intuita. (…)
Siamo convinti che questo potrebbe essere il momento per l’arte di diventare il punto di equilibrio tra locale e globale e, per via di seduzione e comprensione personale, riuscire ad avvicinare i linguaggi collettivi. Ringraziamo perciò tutti coloro che con noi credono in questo e ci aiutano, a partire naturalmente dagli artisti, ma non escludendo nessuno pur nel rispetto dei vari livelli di responsabilità e di sostegno dato (…) senza dimenticare quei cittadini che iniziano, dopo anni di lavoro costante, a riconoscere la nostra presenza e le opere non come intrusioni, ma come aspetti dei nostri giorni da tenere in considerazione, e come a Colle di Val d’Elsa e a Casole d’Elsa, da difendere da eventuali malintenzionati.
Tutto questo ci dà forza per rendere sempre più reale lo spirito di Art to Art che Luciano Pistoi qualche anno fa ci ha lasciato e che per noi, con gli altri, continua.
Mario Cristiani, da Arte all’Arte IV