{"id":1919,"date":"2025-05-09T10:29:51","date_gmt":"2025-05-09T10:29:51","guid":{"rendered":"https:\/\/artecontinua.org\/?post_type=artist&#038;p=1919"},"modified":"2025-05-19T16:02:01","modified_gmt":"2025-05-19T16:02:01","slug":"salvo","status":"publish","type":"artist","link":"https:\/\/artecontinua.org\/en\/artist\/salvo\/","title":{"rendered":"Salvo"},"content":{"rendered":"<p class=\"\"><strong>Salvo<\/strong> (Salvatore Mangione, 1947-2015) \u00e8 stato un artista italiano di grande rilevanza, noto per il suo approccio eclettico e ironico che ha attraversato diverse fasi, dalla Pop Art al ritorno alla pittura figurativa. I suoi lavori spaziano tra riferimenti alla storia dell&#8217;arte, paesaggi onirici e simbolismi personali, creando un linguaggio unico che mescola tradizione e modernit\u00e0.<\/p>\n<p class=\"\">Nel 1997, Salvo ha partecipato alla seconda edizione di <a href=\"https:\/\/artecontinua.org\/en\/project\/arte-allarte\/\"><strong><em>Art to Art<\/em><\/strong><\/a>, realizzando <a href=\"https:\/\/artecontinua.org\/en\/project\/senza-titolo-salvo-1997\/\"><em><strong>un\u2019opera site-specific per Casole d\u2019Elsa.<\/strong><\/em><\/a> Questo progetto ha sottolineato la sua capacit\u00e0 di dialogare con il contesto locale, integrando il paesaggio toscano con il suo stile distintivo.<\/p>\n<p class=\"\">Salvo ha esposto in numerosi musei e gallerie internazionali, lasciando un segno profondo nella scena artistica contemporanea con il suo lavoro che celebra l&#8217;immaginazione e la memoria collettiva.<\/p>\n<p class=\"\">Salvo (pseudonimo di Salvatore Mangione) nasce a Leonforte, in provincia di Enna nel 1947. Nel 1956 si trasferisce con la famiglia da Catania a Torino, che rimarr\u00e0 la sua citt\u00e0 d\u2019adozione. Dall\u2019inizio degli anni \u201960 dipinge e si mantiene vendendo a poco prezzo ritratti, paesaggi e copie da Rembrandt e Van Gogh. Nel 1963 partecipa alla 121\u00aa Esposizione della Societ\u00e0 Promotrice delle Belle Arti con un disegno da Leonardo. Tra il settembre e il dicembre 1968 \u00e8 a\u00a0Parigi, coinvolto dal clima culturale del movimento studentesco. Rientrato a Torino, inizia a frequentare gli artisti che operano nell\u2019ambito dell\u2019Arte Povera\u00a0e che trovano un punto di riferimento nella galleria di Gian Enzo Sperone. Conosce\u00a0Boetti, di cui diventa amico e con cui condivide lo studio fino al 1971, poi\u00a0Merz,\u00a0Paolini,\u00a0Penone,\u00a0Pistoletto,\u00a0Zorio, e i critici\u00a0Renato Barilli,\u00a0Germano Celant\u00a0e\u00a0Achille Bonito Oliva.Nel 1969 ha rapporti con i concettuali americani\u00a0Joseph Kosuth,\u00a0Robert Barry\u00a0e\u00a0Sol LeWitt. In estate compie un primo lungo viaggio in\u00a0Afghanistan, a cui ne seguiranno altri. Inizia lavori in cui sono gi\u00e0 chiare le tendenze \u2013 la ricerca dell\u2019io, l\u2019autocompiacimento narcisistico, il rapporto con il passato e con la storia della cultura \u2013 che diventeranno nodi essenziali della sua ricerca successiva. Tra questi, la fotografia\u00a0Autoritratto come Raffaello\u00a0e la serie 12 autoritratti in cui inserisce con fotomontaggi il proprio volto su immagini tratte da giornali, presentate nel 1970 alla Galleria Sperone, nella sua prima mostra personale.Parallelamente ai lavori fotografici Salvo esegue lapidi in marmo su cui sono incise parole o frasi, quali\u00a0Idiota,\u00a0Respirare il padre,\u00a0Io sono il migliore. Sono opere che, pur se maturate nel contesto dell\u2019Arte Povera, mostrano nelle connotazioni monumentali e arcaicizzanti un carattere peculiare e precorritore della sua futura ricerca. \u00c8 del 1970\u00a0Salvo \u00e8 vivo, oggi all\u2019Australian National Gallery di Canberra e al Neues Museum di Weimar, dell\u2019anno seguente 40 nomi, elenco di personaggi illustri che da Aristotele giunge fino a Salvo. La serie delle lapidi proseguir\u00e0 fino a tutto il 1972 con iscrizioni dalle fonti pi\u00f9 varie, come un testo assiro in Il lamento di Assurbanipal o una parabola di Esopo per La tartaruga e l\u2019aquila. Dal 1971 realizza i Tricolore, superfici su cui \u00e8 scritto \u201cSalvo\u201d in bianco, rosso e verde o con lettere al neon, inoltre copie di romanzi trascritte da lui stesso in cui viene riproposto il medesimo processo di sostituzione degli autoritratti inserendo il proprio nome al posto di quello dei protagonisti; \u00e8 il caso, per esempio, di Salvo nel paese delle meraviglie (da Carroll) e L\u2019isola del tesoro (da Stevenson).Nel corso di quest\u2019anno conosce Cristina, che rimarr\u00e0 sua compagna tutta la vita. Tramite Robert Barry, conosce Paul Maenz. Inizia cos\u00ec un lungo rapporto di amicizia e lavoro con il gallerista tedesco, che in giugno presenta nella sua galleria a\u00a0Colonia\u00a0una personale, preceduta in marzo dall\u2019esordio parigino alla Galerie Yvon Lambert. Nel giugno 1972 incontra John Weber e viene programmata per il gennaio seguente nella galleria newyorkese l\u2019ultima sua esposizione di opere concettuali. Nello stesso anno Salvo partecipa a\u00a0Documenta\u00a05 di\u00a0Kassel.<\/p>\n<p class=\"sqsrte-small\">taken from <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Salvo_(artista)\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">wikipedia<\/a><\/p>","protected":false},"template":"","class_list":["post-1919","artist","type-artist","status-publish","hentry"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/artecontinua.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/artist\/1919","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/artecontinua.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/artist"}],"about":[{"href":"https:\/\/artecontinua.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/artist"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/artecontinua.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1919"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}