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    "date": "2025-05-09T10:21:55",
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        "rendered": "<p class=\"\"><strong>Giuseppe Penone<\/strong> (Garessio, 1947) \u00e8 uno dei principali esponenti dell\u2019Arte Povera, celebre per la sua capacit\u00e0 di mettere in dialogo arte, natura e tempo. Attraverso sculture, installazioni e disegni, Penone esplora il rapporto tra l\u2019uomo e l\u2019ambiente naturale, utilizzando materiali come legno, pietra e metalli per creare opere di grande forza poetica e simbolica.<\/p>\n<p class=\"\">Nel 2008 ha partecipato a <a href=\"https:\/\/artecontinua.org\/en\/project\/arte-pollino\/\"><strong><em>Arte Pollino<\/em><\/strong><\/a>, un progetto che ha portato l\u2019arte contemporanea nel cuore del <a href=\"https:\/\/artecontinua.org\/en\/project\/teatro-vegetale-giuseppe-penone-noepoli\/\"><em><strong>Parco Nazionale del Pollino<\/strong><\/em><\/a>, dove ha creato opere in armonia con il paesaggio naturale. Nel 2021, in collaborazione con l&#8217;Associazione Arte Continua, ha presentato la mostra <a href=\"https:\/\/artecontinua.org\/en\/art-exhibition\/alberi-in-versi\/\"><strong><em>Alberi in versi <\/em><\/strong><\/a>all\u2019interno della Galleria degli Uffizi a Firenze e installato la scultura <em><a href=\"https:\/\/artecontinua.org\/en\/art-exhibition\/abete\/\"><strong>Abete<\/strong><\/a>\u00a0<\/em>in Piazza della Signoria, creando un dialogo tra arte contemporanea e la storicit\u00e0 del luogo.<\/p>\n<p class=\"\">Penone continua a essere una figura centrale dell\u2019arte contemporanea internazionale, capace di unire profondit\u00e0 concettuale e una straordinaria sensibilit\u00e0 verso il mondo naturale.<\/p>\n<p class=\"\">Nasce a\u00a0Garessio, in\u00a0provincia di Cuneo, il 3 aprile 1947. Frequenta l&#8217;Accademia di Belle Arti di Torino, dove conosce\u00a0Giovanni Anselmo\u00a0e\u00a0Michelangelo Pistoletto, con i quali entra a far parte del movimento dell&#8217;arte povera\u00a0nel 1967. Espone per la prima volta nel 1968 al\u00a0Deposito d&#8217;Arte Presente\u00a0opere realizzate con materiali non convenzionali quali piombo, rame, cera, pece, legno, che in alcuni casi implicano persino l&#8217;azione naturale degli elementi (Scala d&#8217;acqua: corda, pioggia, sole).<\/p>\n<p class=\"\">Nel bosco di Garessio l&#8217;artista mette in atto una serie di performance v\u00f2lte a sondare le possibilit\u00e0 che l&#8217;uomo ha di interagire con la natura e di modificarla, intervenendo, ad esempio, nel processo di crescita degli alberi (Alpi Marittime, 1968).Nel 1970 inizia a indagare il rapporto tra il corpo umano e l&#8217;ambiente esterno, questa volta cittadino e, in sintonia con le tendenze della\u00a0body art, realizza opere quali\u00a0Rovesciare gli occhi\u00a0e\u00a0Svolgere la propria pelle\u00a0(1971), che individuano nell&#8217;epidermide umana la superficie di confine e di dialogo tra l&#8217;\u201cio\u201d interno e il mondo. Deriva da qui l&#8217;uso del\u00a0calco\u00a0e del\u00a0frottage, che permettono all&#8217;artista di partire da un&#8217;immagine tanto automatica quanto inconscia come l&#8217;impronta, che poi questi rafforza con il disegno (Pressione, 1974). L&#8217;idea del contatto come generatore di memoria e di cambiamento diventa preminente nei lavori in terracotta della met\u00e0 del decennio (Vaso, 1975;\u00a0Soffio, 1978), giocate sulla proiezione all&#8217;esterno di ci\u00f2 che il corpo contiene o della pelle che lo riveste, con le quali l&#8217;artista \u00e8 presente a\u00a0dOCUMENTA\u00a0a\u00a0Kassel\u00a0(1972-87) e nel 1978 alla 38\u00aa alla\u00a0Biennale di Venezia, incentrata proprio su rapporto tra arte e natura. In alcuni casi i lavori acquistano dimensioni ambientali, come nelle installazioni realizzate per le personali al\u00a0Kunstmuseum\u00a0di\u00a0Lucerna\u00a0(1977), al\u00a0Museum of Modern Art\u00a0di\u00a0New York\u00a0(1981) o al\u00a0Mus\u00e9e d&#8217;art moderne de la Ville de Paris\u00a0(1984).<\/p>\n<p class=\"\">La stessa idea \u00e8 alla base dei grandi alberi in bronzo destinati a spazi pubblici: il\u00a0Pozzo di M\u00fcnster, compiuto nel 1987 per la prima edizione di\u00a0&#8220;Skulpture Projects&#8221;;\u00a0Faggio di Otterloo\u00a0nel parco del\u00a0Museo Kr\u00f6ller-M\u00fcller\u00a0(1988); l&#8217;Albero delle vocali\u00a0inaugurato nel 2000 alle\u00a0Tuileries\u00a0di\u00a0Parigi,\u00a0Elevazione\u00a0a\u00a0Rotterdam\u00a0(2000-01) o\u00a0Foglie di pietra\u00a0a\u00a0Roma\u00a0(2017). Analogamente alla pelle, le unghie sono un elemento sensoriale e di rapporto con l&#8217;esterno, ispirando una serie di grandi sculture in vetro realizzate dal 1987 ed esposte nel 1998 al\u00a0Mus\u00e9e Rodin\u00a0di Parigi a contatto con materiali differenti. Un&#8217; Unghia, realizzata fra il 1988 e il 1994, \u00e8 installata all&#8217;esterno del complesso edilizio I-Land a NishiShinjuku (Tokyo).Il processo di assimilazione tra morfologia animale, vegetale e minerale messo in atto dall&#8217;artista \u00e8 ribadita in\u00a0Pelle di cedro\u00a0del 2002, esposta nell&#8217;antologica organizzata dal\u00a0Centre Georges Pompidou\u00a0nel 2004. Nel 2007 l&#8217;artista \u00e8 chiamato a rappresentante l&#8217;Italia alla 52\u00aa Biennale di Venezia (Sculture di linfa) insieme a\u00a0Francesco Vezzoli.Nel 1989 \u00e8 stato tra gli artisti finalisti per il prestigioso\u00a0Turner Prize.Nel 2014 \u00e8 stato insignito del\u00a0Premio Imperiale\u00a0per la scultura. A\u00a0Tokyo, nel 2014, ritira quello che viene considerato il \u201cNobel dell\u2019Arte\u201d: il\u00a0Praemium Imperiale, per la scultura alla presenza del\u00a0principe giapponese Hitachi, patrono onorario della japan Art Association&#8221;.Nel 2015 realizza una personale, &#8220;Spazio di Luce&#8221;, nella prestigiosa Galleria Gagosian di Roma.Nel 2016, una installazione di ampie dimensioni &#8220;Foglie di Luce&#8221; \u00e8 tra le prime opere che entrano a far parte della collezione permanente del Louvre di\u00a0Abu Dhabi\u00a0(Emirati Arabi Uniti).<\/p>\n<p class=\"\">Nel 2017 al\u00a0Palazzo della Civilt\u00e0 Italiana\u00a0dell\u2019Eur, a\u00a0Roma, sede degli uffici della maison Fendi, viene allestita la mostra \u201cMatrice\u201d: selezione di 15 opere &#8211; alcune delle quali inedite &#8211; dello scultore piemontese.La mostra prende il nome dalla spettacolare opera \u201cMatrice\u201d, del 2015, che campeggia in una delle sale: un tronco di abete di 30 metri scavato lungo un anello di crescita con incastonata una forma di bronzo, a immortalare il flusso di vita della natura.Fanno parte della mostra: Ripetere il bosco (1969-2016), Soffio di foglie (1979), Spine d\u2019acacia &#8211; Contatto (2006), Essere Fiume (2010), Indistinti confini: Anio (2012), Abete (2013) e la serie Foglie di pietra (2013).Nella primavera dello stesso anno, la maison Fendi regala alla citt\u00e0 di Roma l\u2019opera di Penone \u201cFoglie di pietra\u201d: imponente installazione in marmo e bronzo pensata appositamente per riqualificare l\u2019area di Largo Goldoni: cuore del Tridente capitolino. I due imponenti alberi in bronzo di 18 e 9 metri si stagliano davanti alla maison Fendi sostenendo tra i rami un blocco di marmo di oltre 11 tonnellate.<\/p>\n<p class=\"\">Giuseppe Penone vive e lavora a\u00a0Torino<\/p>\n<p class=\"sqsrte-small\">tratto da <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Giuseppe_Penone\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">wikipedia<\/a><\/p>",
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